Quando i viaggi sono al maschile…

Ho ospitato tanti amici nel mio salotto, da “colleghe” conosciute grazie a questa meravigliosa esperienza, a coppie di fidanzati che condividono una passione, fino ad amiche in carne e ossa, che solitamente frequentano la mia casa e che a un certo punto si sono ritrovate qui sul mio Blog.

Ma tre ragazzi, mai.

Sono un po’ imbarazzata, e non per il fatto di trovarmi con tre uomini (non voglio dire che sono abituata, ma da ragazzina trascorrevo i miei pomeriggi sui campi di calcio…), ma temo di fare brutta figura! Sono bravissima con nastrini e paillettes, con set da thè ricchi di pizzi e fiorellini, ma con tre ragazzi non so proprio come comportarmi.

Provo con birra ghiacciata e noccioline?

Mmmh…con questo caldo, mi sa che va bene anche per loro una coppa di gelato, magari a nocciola, del mio gusto preferito! 😉

gelato

Ma chi sono i miei ospiti di questo pomeriggio al maschile (+ un’intrusa?)

Sono Emanuele di Rec Your Trip, Pietro di Pietrolley Travel Blog e Simone di The World Passenger, che ci raccontano il loro modo di vedere i viaggi dal punto di vista dei maschietti!

Iniziamo proprio da Emanuele: secondo te, esiste un modo di vivere i viaggi al maschile?

Rec Your TripEmanuele: Ad essere sincero non penso ci sia una modalità diversa tra uomini e donne nel vivere un viaggio. Possiamo forse dire che le donne hanno delle caratteristiche che le portano ad interpretare ciò che vedono in maniera diversa. E’ possibile che l’uomo sia meno romantico della donna e dunque tralasci alcuni aspetti di quello che vede. E’ sostanzialmente più cinico della donna, ma questo non accade solo in viaggio, è una costante di tutti i giorni. Penso che, però, il modo di vivere il viaggio sia invece da cercare nel carattere di una persona, di quello che cerca quando viaggia.

Ti sentiresti, invece, di dire che c’è una destinazione più di qualche altra adatta ad un ragazzo che viaggia da solo, o a un gruppo di ragazzi?

Emanuele: Se la mettiamo sul piano della sicurezza…io, Cassandra, vorrei un mondo dove le ragazze avessero la stessa libertà dell’uomo di viaggiare in piena serenità senza doversi preoccupare di nulla. Purtroppo non siamo ancora arrivati a quel punto e dunque si, alcune destinazioni potrebbero non essere l’ideale per una donna che viaggia da sola e magari potrebbero essere più indicate per dei componenti maschili. Non mi sento di dire che una destinazione è più adatta ad un ragazzo od ad un gruppo di ragazzi, direi casomai che in alcune parti del mondo sarebbe meglio che la donna fosse accompagnata da una controparte maschile.

Re your Trip 2

Una domanda che ho fatto a un sacco di ragazze, ma non perdo l’occasione di porla anche a te: cosa c’è nel tuo zaino?

Emanuele: A dire la verità lo zaino lo uso pochino. Ultimamente prediligo l’uso del trolley perché mi risulta più comodo; poi dipende dalla tipologia di viaggio e da come mi muovo nel luogo che sto visitando ma in linea di massima si tratta del trolley. Quello che metto nel bagaglio è enormemente cambiato nel corso degli anni. All’inizio, di oggetti tecnologici ce ne erano ben pochi, forse una piccola macchina fotografica compatta e basta. Ora è facile che prenda una maglietta od un paio di pantaloni in meno, per far entrare in valigia qualche oggetto tecnologico in più. Nel mio zaino ci finisce sempre la GoPro con lo stabilizzatore, gli accessori ed ovviamente la Reflex per immortalare i luoghi ed i momenti più belli di un viaggio. Tutto questo all’andata…al ritorno oltre, si spera, a tornare indietro con tutto il corredo tecnologico, riempio il trolley all’inverosimile con prodotti tipici del luogo in cui sono andato.

Rec your trip 3

Abbiamo detto con Emanuele che per un ragazzo è più facile viaggiare da solo…tu, Pietro, solitamente, con chi viaggi?

PietrolleyPietro: Ecco, io…solitamente viaggio da solo! 🙂

Ne approfitti allora per coltivare una particolare passione in viaggio?

Pietro: mi piace andare in giro alla scoperta di scorci e angoli in cui scattare belle foto! Sia le attrazioni più conosciute che i posti meno turistici e più tipici. Poi adoro provare le specialità del luogo, sia colazione che pranzo o cena 🙂

Se non una particolare destinazione, tu cosa ti sentiresti di consigliare ad un ragazzo che organizza per la prima volta un viaggio da solo?

Pietro: consiglio di superare la “paura”, intesa come ansia, fare la valigia e partire! Viaggiare da soli ti dà una sensazione assoluta di libertà e indipendenza. Senza scordare che potrai sempre contare sulle persone del posto e sugli altri turisti, di solito ben disposti a darti una mano e passare del tempo con te.

Simone, invece per te come nasce l’organizzazione di un tuo viaggio?

Simone: Bella domanda! Anche se credo che sarebbe giusto dire la dis-organizzazione dei miei viaggi! Il mio modo di organizzare i viaggi è molto cambiato nel tempo. In passato aprivo qualche motore di ricerca o sito di compagnia aerea ed una volta eliminati i posti in cui già ero stato partivo per quello per cui il biglietto aereo era meno costosoIn Europa – esclusi i paesi scandinavi molto cari e l’est un po’ più economico – il costo della vita cambia poco da un paese all’altro quindi da studente squattrinato quello del volo più economico è sempre stato un buon metodo per visitare città europee. Tanto prima o poi me le vedrò tutte, per cui perché non iniziare dove costa meno? Ecco perché per diversi anni non ho avuto particolari preferenze. 

Dal primo viaggio all’estero zaino in spalla – se non ricordo male avevo 18 anni – ho sempre dormito nei peggiori ostelli. Ricordo ancora il primo a Barcellona: camerata da 24 e gente che entrava e usciva a tutte le ore della notte. Il tipo di organizzazione era inizialmente in ogni caso sempre prenotazione volo + ostelli. Tutto in anticipo prima della partenza.

Se devo vedere una città, molto spesso mi affido all’ufficio turistico (di solito nella piazza centrale) o allo staff degli ostelli per qualche consiglio alternativo. Anche gli altri viaggiatori e compagni di stanza sono spesso fonte di ispirazione per decidere cosa fare e dove andare.

Una volta iniziato a lavorare e trasferitomi a Düsseldorf, in Germania, ero vicinissimo al confine olandese e al Belgio. Quelli che dall’Italia sarebbero stati viaggi in aereo di un certo budget sono quindi diventati semplici escursioni da week-end programmate qualche giorno in anticipo con gli amici.

“Simone che facciamo questo week-end? Amsterdam? E il venerdì usciti dal lavoro eravamo già in viaggio. Per questi week-end ho usato invece molto AirBnB anche perché spesso eravamo un bel gruppo di 5-6 persone e la soluzione appartamento per grossi gruppi è spesso molto economica oltre a lasciare maggiore autonomia.

Andavamo spesso a visitare Liegi la domenica pomeriggio per le carbonade flamande, uno spezzatino belga cotto nella birra d’abbazia. Solo a raccontartelo mi sta venendo fame!

Due fantastiche vetrine dei negozi a Liegi

Allo stesso tempo lavorando avevo qualche soldino in più da spendere e ho iniziato a viaggiare anche oltreoceano. E qui il mio modo di programmare i viaggi è cambiato ancora. Stati Uniti prima, Argentina e Cile qualche mese più tardi. Entrambi viaggi di quasi un mese. Nel primo caso zero tempo di organizzare – a parte una prima settimana in solitaria per il resto del viaggio avevo scelto di unirmi ad un tour organizzato da un’agenzia americana. Gran bella esperienza perché da solo sarebbe stato impossibile fare un viaggio del genere in solo un mese di tempo e con un budget così ridotto. Devo ammettere però che preferisco di gran lunga viaggiare in autonomia e organizzare in prima persona ogni dettaglio. In Argentina è andata proprio così. E penso che con quest’ultimo viaggio ho trovato davvero il mio stile di viaggio preferito anche in termini di organizzazione. Oltre agli ostelli ho viaggiato molto anche tramite il couchsurfing, facendomi ospitare gratuitamente a casa di gente del posto. Ho sempre incontrato host molto gentili e disponibili.

Per un viaggio di una certa durata (almeno 3 settimane) oramai preferisco non prenotare interamente le sistemazioni ed i trasporti ma tracciare solo un piano di massima e lasciare spazio all’avventura e agli imprevisti (anche in senso positivo – chiamiamoli cose non pianificate: le persone che incontri ed i luoghi che ti colpiscono maggiormente).

Riguardo il mio prossimo viaggio in Thailandia mi sono informato moltissimo online e con guide cartacee: di solito Lonely Planet che prendo in biblioteca. Al momento ho prenotato solo il volo e le prime 3 notti a Bangkok… Okay okay okay ammetto che le prime 3 notti devo ancora prenotarle.. Sarà una bella avventura!!!

E in tutto questo girovagare, c’è un filo conduttore che lega i tuoi viaggi?     

Simone: Altra domanda interessante. Non credo ci sia un vero e proprio filo conduttore. Uno dei viaggi più belli che ricordo è stato un on the road da Milano all’isola di Skye in Scozia. L’idea è nata semplicemente perché un amico suonava la cornamusa e amava la Scozia. La scelta del viaggio in solitaria in Sud America è invece stata in gran parte influenzata dal fatto che volevo migliorare e praticare un po’ lo spagnolo. Devo dire che mi ha aiutato moltissimo.

Proprio brutta la Patagonia

Altri viaggi più brevi o week-end lunghi sono invece nati in modo spontaneo una volta trasferitomi in Germania prima ed in Austria poi, aprendo la cartina e cercando luoghi interessanti nel raggio di 200km o seguendo consigli di amici e colleghi. Nel caso degli Stati Uniti invece si è trattato di nuovo di un’offerta imperdibile ed è stato quello il fattore decisionale. Non mi aspettavo così tanto da questo paese, è stato un mese indimenticabile.

Come anticipato invece quest’estate sarà la volta della Thailandia – motivo? Non sono ancora stato in Asia ed è un po’ che non vado al mare!

Ottima scelta, direi! Sogno anch’io la Thailandia proprio per lo stesso motivo! 😉

Raccontaci, infine, qual è la tua giornata tipica in viaggio?

Simone: La mia giornata tipica? Diciamo che uno dei motivi per cui amo viaggiare è che quando sei in viaggio non hai una vera e propria routine (anche se non è del tutto vero, ma questa è un’altra storia..), quindi di fatto non esiste una giornata tipica. Le mie giornate e i miei piani di massima sono sempre influenzati dagli altri viaggiatori con cui inevitabilmente (e per fortuna!) mi ritrovo ad incrociare il cammino. Penso sia uno degli aspetti più belli del viaggiare: gli incontri con altri viaggiatori e l’inaspettato. Ho scritto un articolo sulle mie riflessioni di viaggio in solitaria perché è un argomento che mi sta molto a cuore.

Se c’è un’altra cosa che posso dire è che in viaggio non ho assolutamente orari. Quando devo partire per una camminata in montagna mi sveglio alle 6:30 pronto per la partenza.

Mesa Verde National Park, Colorado (USA)

Se la sera prima invece ho fatto l’alba è probabile che il giorno dopo dorma fino a mezzogiorno. Ho provato a fare anche entrambe le cose insieme ma non lo raccomando a nessuno, ero giovane e immortale.. ora non ce la farei!

Mi piace moltissimo anche provare la cucina locale dovunque io sia e fermarmi a chiacchierare con la gente del posto. Questo ovviamente influenza molto i miei ritmi di viaggio. In Cile ricordo una mattina in cui ho speso almeno un paio d’ore a parlare con una ragazza e un signore che vendevano per strada Mote con Huesillo – una speciale bevanda cilena. Ho imparato moltissimo della cultura locale!

Che altro dire? In generale cammino tanto perché c’è sempre qualcosa da fare e qualche luogo nuovo da scoprire – ma al tempo stesso mi concedo anche momenti di meritato relax!

Ad Aquisgrana in relax – oltre i boschi l’Olanda

Wow!!! Che dire! Ho avuto (e ho ancora) tantissimi amici maschi, ma non mi ero mai intromessa nelle loro discussioni…semmai li trascinavo nelle mie, ma devo dire che questa chiacchierata è stata davvero entusiasmante e io mi sono divertita tantissimo!

Spero che i miei ospiti siano stati bene in mia compagnia, così come lo sono stata i con loro e mi auguro di rincontrarli presto, magari per due chiacchiere sul calcio o su qualche altro sport…insomma, roba da bar, piuttosto che da salotto con le tendine a cuoricini!

Grazie ragazzi! Siete stati mitici…alla prossima! ❤

TheCassandra

Qui ci sono tutti i nostri appuntamenti!

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13 thoughts on “Quando i viaggi sono al maschile…

  1. Splendida intervista Cassandra, mi ritrovo in pieno con quanto detto dai tre ragazzi. E soprattutto con quello che ha detto Pietro riguardo al viaggiare da soli “consiglio di superare la “paura”, intesa come ansia, fare la valigia e partire! Viaggiare da soli ti dà una sensazione assoluta di libertà e indipendenza.”. Tra qualche settimana intraprenderò il mio primo viaggio da sola e ho scelto come meta Israele, sul quale scriverò un articolo. Spero che sia uno di quei posti dove, come dice Emanuele, leragazze hanno la stessa libertà dell’uomo di viaggiare in piena serenità senza doversi preoccupare di nulla. A presto!!!

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  2. Heyyyyy ecccomiiiiiiii

    Grazie della bella opportunità Cassandra, è venuto fuori un bel confronto anche coi ragazzi! 😀

    PS. Non è rimasto un pochettino di gelato nè? 😛

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  3. Hai scelto tre ottimi compagni per condividere il gelato alla nocciola! Prima o poi dobbiamo organizzare una cena non virtuale e incontrarci tutti quanti 😉
    L’esperienza del viaggio on the road dall’Italia alla Scozia citata da Simone mi incuriosisce molto!

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    1. Guidare dal lato sbagliato con il volante dal lato giusto è stato molto interessante! O.o

      Avrei anche lì decine di sventure di viaggio da raccontare.. prima o poi le pubblico ahaha 😀

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  4. Ma che bello far parte di questo thé estivo…gelato estivo…insomma pausa pomeridiana in compagnia. Però Cassandra come ti ho detto il gelato alla nocciola è anche il mo preferito, dunque prendine una bella scorta per entrambi eheheh!!! Molto bella come intervista, non scontata e ricca di spunti di approfondimento! Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di partecipare, se in futuro vorrai fare ancora due chiacchiere io ci sono….e mi va bene anche il classico thé con i biscotti :-D!

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